Friday 19 October 2012

A Ravello Lab si discute l'Europa che verrà - Intervista ad Alfonso Andria

Partenariato pubblico-privato, nuova imprenditorialità culturale e smart cities: a RavelloLab si discute l’Europa che verrà.

Il prossimo 26-27 ottobre a Ravello, l’appuntamento annuale dei Colloqui Internazionali, promossi dal Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e Federculture, nella cornice del RavelloLab. Ce ne parla l’On. Alfonso Andria, Presidente del Centro

On. Senatore Alfonso Andria, Presidente Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali

Ravello (SA).  Un impegno in ricerca, confronto e produzione di nuove letture e interpretazioni delle Politiche Culturali con uno sguardo alla dimensione europea: questa la missione del RavelloLab-Colloqui Internazionali, che sin dal 2006, su iniziativa del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturalie Federculture, promuove due giornate di confronto fra i massimi opinion leaders a tutti i livelli istituzionali per disegnare nuovi scenari possibili.  L’annuale edizione avrà luogo il prossimo 26-27 ottobre 2012 in Villa Rufolo a Ravello.
Ne abbiamo parlato con l’On. Senatore Alfonso Andria, Presidente Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali.

Qual é l’impegno di RavelloLab?
Proseguiamo con il nostro impegno nella ricerca e nel confronto, sul tema portante che guida le attività di Ravello Lab: la consapevolezza che la Cultura è una leva di sviluppo sociale, economico sia sui  territori che per il sistema Paese. Ogni anno contribuiamo con temi specifici che si completano con le edizioni successive, mantenendo una coerenza e progressione nel ragionamento. A conclusione dei Laboratori, pubblichiamo le «Raccomandazioni»ovvero la sintesi delle riflessioni annuali, che poi vengono presentate e inviate alla Commissione Europea, così come al Governo e alle Autonomie Locali.

Le novità per l’edizione del 2012?
Il tema centrale di questa edizione è la nuova imprenditorialità per le Industrie Creative e Culturali.  I dati divulgati dalla Commissione Europea dimostrano che tali  Imprese contribuiscono al 4,5% del PIL dell’Unione, con 8 milioni e mezzo di occupati. Un dato talmente importante che ha convinto l’EU a destinare fondi sostanziali per valorizzare il settore.  Anche per l’Italia, la presenza di questi attori economici e sociali, profit o non profit, è di fondamentale contributo per la crescita del Paese. I Colloqui rifletteranno su nuovi modelli di governance per facilitare lo sviluppo di questo settore di eccellenza. Ai lavori del nostro laboratorio verrà portata  anche l’esperienza dell ‘creative cluster’ sperimentato da Campania Innovazione, l’Agenzia regionale impegnata a sostenere l’industria creativa.
Inoltre di centrale importanza il tema delle Politiche urbane sulle quali ci soffermeremo con il caso delle «smart cities», che ci trova sempre più coinvolti, anche in vista delle candidature in corso per diverse città italiane  a Capitale della Cultura per il 2019. 
Mi permetto un inciso: sono il redattore e primo firmatario per un Disegno di Legge che propone di istituire “la Città della Cultura in Italia”, su modello di candidatura introdotta dall’Europa. La proposta di legge punta non solo a premiare una delle tante città italiane così ricche di cultura ma, soprattutto, ad introdurre un’attitudine alla pianificazione strategica dei territori, con l’intento di porre al centro dello sviluppo la cultura e l’industria creativa. L’esperienza delle capitali europee della cultura (vedi Liverpool 2008 o Ruhr 2010)  dimostra con grande evidenza che occorre avere una visione della crescita in una prospettiva di medio termine e la dimensione culturale, che agisce contemporaneamente sull’attrattività dei territori e sulla coesione sociale, è il più potente ingrediente dello sviluppo. Sarebbe importante individuare delle risorse in grado di incentivare il progetto che, al di là della città designata, avrebbe consistenti benefici per tutti i territori che si fossero misurati con gli strumenti della pianificazione strategica a base culturale.

Particolare attenzione darete alla “partecipazione attiva della cittadinanza”. Ce lo vuole commentare?
Effettivamente punteremo molto su questo argomento: non vogliamo più parlare solo di spazi e luoghi di aggregazione, ma di nuovo protagonismo. I cittadini devono essere attori e artefici di certi processi culturali: questo può avvenire solo con la loro inclusione in processi decisionali e progettuali e su questo aspetto porteremo un’ interessante esperienza che nasce dal basso e che è  seguita con grande attenzione dal Ministero dei Beni e delle attività culturali. In RavelloLab siamo stimolati dalla proposte dell’EU, cercando con loro un’assonanza di percorso: quest’anno si celebra “l’Anno dell’invecchiamento attivo e della solidarietà fra le generazioni”. Ecco, l’attivazione della popolazione anziana su temi culturali è una risorsa che si può valorizzare, così come la creazione di un ponte di dialogo con le generazioni più giovani. La cultura in virtù della sua natura relazionale e sociale, favorisce la costruzione di questi ponti. In questi ambiti, è di particolare rilevo l’esperienza della Fondazione Cariplo, da sempre partner di RavelloLab.

Ritiene che l’Italia e i suoi territori siano pronti ad affrontare la sfida del nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2014-2020?
Secondo me ci sono tutti i pre-requisiti. Nei precedenti 7 anni molte realtà culturali si sono attivate per attingere ai fondi comunitari con progetti di altissimo profilo.
Per ora l’EU non ha ancora definito la disponibilità di Budget complessiva, pertanto in questa ambiguità è difficile stimare l’impegno che l’Italia saprà mettere in campo.
Sicuramente manca una visione più chiara delle realtà locali eccellenti da parte del nostro Governo e, delle Istituzioni centrali, che ignorano le potenzialità esistenti sui territori, capaci di grande produttività nel proprio Paese, lasciandole sole.
Come altri, anche RavelloLab patisce una certa ristretta visibilità.  Per questa ragione, presentiamo le annuali «Raccomandazioni» nel luogo simbolico della rappresentanza del Parlamento Europeo in Italia: la Sala delle Bandiere. Nostro intento è richiamare l’attenzione sulle tematiche che legano Cultura e Sviluppo, facendo opinion leading con le rappresentanze italiane al Parlamento Europeo.

Chi saranno i protagonisti di RavelloLab2012?
Abbiamo invitato la Dott.ssa Clayre-Lise Chambron della Direzione Generale per la Cultura in Commissione Europea, l’Europarlamentare Silvia Costa, relatrice del nuovo programma Europa Creativa che entrerà in vigore nel 2014. Il Prof. Pierluigi Sacco presiede la Commissione Scientifica con la quale costruiamo la struttura dei laboratori, nonché lo scenario di riferimento dell’annuale edizione. La novità per quest’anno è l’allargamento del partenariato, con l’ingresso di Fondazione con il Sud: non avremo il Presidente, Dott. Carlo Borgomeo, che ha però delegato il Direttore Generale Dott. Pietro Ferrari Bravo.
La partecipazione della Fondazione ha un significato che va oltre la presenza istituzionale: il dialogo aperto si tradurrà immediatamente in azioni, reazioni sul territorio del Mezzogiorno Italiano, attivando la sinergia che promuoviamo fra cultura e sviluppo. Opportunità per le giovani imprese locali sono allo studio, con procedure di assoluta trasparenza.

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di Neve Mazzoleni
 
Fonte: Il Giornale delle Fondazioni - Il Giornale Dell'Arte