Sunday 23 October 2016

Le conclusioni di Ravello Lab 2016

 Si è conclusa nel pomeriggio di sabato 22 ottobre, la XI edizione di Ravello Lab, i Colloqui Internazionali sul tema Cultura e Sviluppo. L'iniziativa - cui quest'anno è stato assegnato l'ambíto riconoscimento della Medaglia del Presidente della Repubblica - è curata da FEDERCULTURE e dal CENTRO UNIVERSITARIO EUROPEO PER I BENI CULTURALI (Ravello). Durante i tre giorni di lavoro nella splendida cornice di Villa Rufolo, rappresentanti del MiBACT, del MPAAF, espressioni degli Enti Locali, accademici, operatori e stakeholders di diversa provenienza, si sono confrontati nei diversi panel tematici. 

Recenti ricerche sul fronte dell'occupazione condotte da Organismi europei  indicano che il patrimonio culturale è in grado di generare 26,7 posti di lavoro indiretti per ogni occupato diretto nel settore.

Per questo l’Europa, nel quadro della Strategia UE 2020, ha attivato una serie di strumenti e di programmi finalizzati a favorire un approccio integrato al patrimonio culturale, nuovi modelli di governance partecipata della cultura e di sviluppo delle industrie creative. Si tratta di argomenti al centro delle riflessioni di Ravello Lab fin dalla prima edizione (2006), che poi negli ultimi anni hanno prodotto spunti significativi e concreti risultati per un nuovo approccio alle Politiche della Cultura.

 

I tavoli di lavoro che hanno animato il Laboratorio di Ravello si sono concentrati sulle esperienze di pianificazione strategica in campo culturale, con particolare riferimento ai modelli di gestione in grado di sviluppare interventi di audience development, integrati da tecnologie digitali per la valorizzazione delle risorse culturali.

Di particolare rilievo il focus sui Piani di Gestione dei Siti Unesco, promosso da Mibact, quale utile ‘protocollo’ per promuovere il processo di valorizzazione del patrimonio culturale dei territori. L’esito degli approfondimenti, che hanno coinvolto i circa 100 qualificati partecipanti ai Colloqui ravellesi, sarà particolarmente utile in vista della VII Conferenza Nazionale dei Siti UNESCO in programma a Roma nella prima decade di novembre.

Il Laboratorio di Ravello si è sempre caratterizzato per un orizzonte europeo: di qui per l'ampio spazio riservato alla comunicazione di Erminia Sciacchitano, della DG Cultura della Commissione Europea, relativa agli obiettivi dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale promosso dall’UE per il 2018; così come, rilevante è stato l’intervento di Sylvain Giguère, Direttore del Programma LEED dell’OCSE.

La sintesi dei Colloqui di Ravello è stata presentata dall’Ambasciatore Francesco Caruso, Consigliere del Presidente della Regione Campania per le Relazioni internazionali e i Rapporti con l'UNESCO, e da Rosaria Mencarelli, Direttore del Polo Museale umbro del Mibact, che hanno coordinato i tavoli di lavoro in cui si è articolato il Laboratorio. Vi è copiosa materia per predisporre le ‘Raccomandazioni’ di Ravello Lab 2016, che -come finora avvenuto- si propongono  l’obiettivo di fornire utili indicazioni ai diversi livelli istituzionali e al sistema delle imprese per la formulazione di interventi operativi atti a favorire il processo di sviluppo a base culturale.

La presentazione dei primi risultati del Laboratorio di Ravello ha fornito lo spunto, nella giornata conclusiva, per un’interessante tavola rotonda, coordinata da Alfonso Andria, Presidente del Centro di Ravello e del Comitato Ravello Lab. Vi hanno preso parte Aldo Bonomi, Direttore del Consorzio AASTER; Pierpaolo Forte, Presidente della Fondazione Donnaregina di Napoli; Renzo Iorio, che guida il Gruppo Tematico ‘Cultura motore di sviluppo’ di Confindustria; Michael Forschner, del Governo della Regione austriaca di Burgeland; Claudio Bocci, Direttore di Federculture. Quest'ultimo ha ricordato come la traiettoria segnata dai Colloqui di Ravello abbia già portato a significativi risultati da cui sono scaturite importanti iniziative, quali l’istituzione della Capitale Italiana della Cultura e il recente Avviso del Mibact ‘Progettazione per la Cultura’, che assegna 5,6 milioni di euro alla progettazione integrata di area vasta per territori di almeno 150.000 abitanti.

“Tali provvedimenti – ha poi dichiarato Andria - puntano all'affermazione di una cultura della pianificazione strategica e della progettazione integrata tra diversi livelli istituzionali e tra pubblico e privato che può dare un grande impulso allo sviluppo dei territori”.

Antimo Cesaro, Sottosegretario ai Beni e alle Attività Culturali e al Turismo, nelle sue conclusioni, ha sottolineato l’importanza di rigenerare il contesto territoriale, spesso degradato, in cui sono inseriti i nostri ‘gioielli’ culturali, evidenziando quanto sia rilevante la qualità progettuale coniugata con una praticabile cantierabilità, in grado di dare il segno concreto dell’innovazione e dello sviluppo.