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martedì 13 ottobre 2015

Presentazione Ravello Lab 2015

Ravello Lab - Colloqui Internazionali
 
Cultura e Industrie Creative

 per lo sviluppo dei territori

 
Ravello (SA), 22-24 ottobre 2015 -X edizione
 
 

Il Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali e Federculture dal 2006 hanno dato avvio ad un’iniziativa di studio, di confronto e di proposta sulle politiche culturali in chiave di sviluppo locale, di livello europeo ed euromediterraneo: Ravello Lab - Colloqui Internazionali, la cui decima edizione è in programma a Ravello (Salerno) dal 22 al 24 ottobre 2014.

I Colloqui hanno l’obiettivo di fornire proposte e soluzioni alle politiche di sviluppo territoriale centrate sulla valorizzazione del patrimonio culturale e sul sostegno delle industrie creative, attraverso lo scambio di esperienze tra operatori, amministratori ed esperti italiani, europei e dell’area euromediterranea.

Sin dalla sua prima edizione, infatti, Ravello Lab ha posto al centro delle sue riflessioni le politiche europee che, attraverso la cultura, mirano a sostenere lo sviluppo economico territoriale, a favorire l’inclusione sociale e la partecipazione dei cittadini e a promuovere il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo. 

La recente grave crisi economica e finanziaria che ha colpito le economie di tutto il mondo, peraltro, pone seriamente la questione di nuovi paradigmi intorno a cui rielaborare strategie di crescita innovative e sostenibili che, proprio nella cultura e nell’ economia creativa, possono trovare una concreta piattaforma di rilancio. 

Per questa ragione, in Europa si fa avanti con forza la convinzione che nuovi sentieri di sviluppo non possano prescindere dalla cultura e dalle industrie creative. Dalla Strategia di Lisbona all’Agenda 2020 l’Unione Europea conferma le indicazioni di sostegno allo sviluppo basate sulla conoscenza e l’innovazione per una crescita competitiva, sostenibile ed inclusiva che produca insieme nuova occupazione e maggiore coesione sociale. Nella stessa direzione, peraltro, si muove il documento conclusivo del Consiglio dell’Unione Europea del 20 maggio 2014 sui temi del patrimonio culturale come risorsa strategica per un’Europa sostenibile. 

In questo quadro, i Colloqui di Ravello intendono fornire un contributo alla ridefinizione di politiche pubbliche focalizzate sul rapporto tra cultura, industrie creative e sviluppo dei territori ed estendere la consapevolezza che lungo questo asse si gioca la capacità competitiva futura dell’economia europea sullo scacchiere globale.  

Nelle giornate di Ravello, in programma dal 22 al 24 ottobre 2015, pertanto, saranno approfondite le tematiche specifiche inserite nel quadro degli indirizzi definiti dalle istituzioni europee, con particolare riferimento alle opportunità che derivano dal nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari 2014-2020.  

La cultura, peraltro, per il suo carattere trasversale può rivestire un ruolo primario anche in altri programmi europei: dal turismo allo sviluppo rurale, dalla ricerca allo sviluppo dell’economia digitale. L’edizione 2015 di Ravello Lab avrà dunque al centro della sua riflessione il ruolo e l’orientamento delle politiche europee legate allo sviluppo economico e sociale nell’Europa di questo scorcio di decennio.  

In questo quadro, l’obiettivo dei Colloqui di Ravello è anche quello di estendere la consapevolezza tra quanti hanno poteri decisionali, sia nella sfera pubblica che privata, che la cultura può e deve giocare un ruolo fondamentale per la ripresa dell’economia e per la coesione sociale e per questo appare necessario inserirla a pieno titolo nelle politiche di sviluppo dei territori. Tale rilievo, peraltro, può rivelarsi utile anche come ponte con la sponda sud del Mediterraneo; anche in virtù della collocazione geografica di Ravello e della sua tradizione culturale, il Laboratorio porrà particolare attenzione anche ai temi euromediterranei con l’obiettivo di individuare efficaci politiche di cooperazione a base culturale quale piattaforma di dialogo tra le due sponde del Mediterraneo.

 

I Temi di Ravello Lab 2015

 

Panel 1 – il partenariato pubblico-privato per lo sviluppo locale a base culturale

I Colloqui di Ravello, nell’edizione 2015, saranno l’occasione per approfondire i nuovi modelli di governance, valorizzazione e gestione del patrimonio culturale la cui titolarità, sul territorio, è diffusa tra diversi livelli istituzionali e tra pubblico e privato. Un particolare rilievo sarà riservato anche alla fase introduttiva del nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei 2014-2020, con particolare riferimento alla potenzialità della cultura di incrociare trasversalmente vari programmi a regia comunitaria (da Creative Europe a Horizon 2020, dall’Agenda Digitale allo Sviluppo Rurale) e alle opportunità del PON Metro e del PON Cultura e Sviluppo (che assegna 490 mln di euro alla valorizzazione del patrimonio culturale e alle industrie creative nelle regioni del Mezzogiorno). La designazione di Matera come Capitale Europea della Cultura per il 2019 e il recente provvedimento del Mibact che introduce le Capitali italiane della Cultura, promuovono la ‘cultura della pianificazione strategica e della progettazione integrata’ quale innovativa metodologia di valorizzazione e gestione delle risorse del territorio. Si tratta di un’importante novità utile a qualificare ulteriormente il patrimonio artistico come driver di sviluppo locale, anche in chiave turistica. Le metodiche di progettazione integrata hanno dimostrato di sostenere, infatti, l’investimento privato favorendo la crescita di nuove imprese, profit e non-profit, e di nuova occupazione, specie giovanile. Il recente decreto ministeriale che introduce il Fondo per la progettualità culturale, poi, sottolinea ulteriormente la necessità che queste metodiche siano supportate da un’inedita capacità progettuale integrata e partecipata. Al centro della riflessione emerge con forza il tema della gestione del patrimonio culturale che trova utili sperimentazioni nei territori inseriti nella Lista Mondiale del Patrimonio Unesco, tenuti a redigere un ‘piano di gestione’. In questo quadro, saranno esaminati i temi che possono contribuire a favorire la qualità della progettualità culturale e verranno analizzati i fattori di rischio. Su quest’ultimo punto, considerata la centralità che nella riflessione di Ravello Lab da sempre assume la Cultura e le opportunità che essa offre alle industrie creative, appare assai utile un attento approfondimento dei rischi cui è soggetto il Patrimonio Culturale. Rischi che possono pregiudicarne la conservazione o addirittura minacciarne l'esistenza vanificando tutte le azioni virtuose volte ad esaltarne il valore sociale, a favorirne l'irradiazione culturale e ad impiegarlo come fattore di sviluppo economico.

Il Panel, pertanto, esaminerà le riflessioni di un Tavolo di lavoro che lo precederà nel quale verranno discussi sia i rischi naturali come quelli sismici o le inondazioni, sia quelli umani derivanti dal degrado ambientale o dal radicalismo politico, quest'ultimo di tragica e dolorosa attualità.

Si tratta di temi che, nel loro complesso, intendono contribuire a ridefinire un percorso di sviluppo economico e di integrazione sociale e in un proficuo rapporto tra Pubblico e Privato attivano la massima collaborazione tra istituzioni pubbliche, ai diversi livelli istituzionali, e i Privati interessati a determinare nuove condizioni di crescita del territorio.

 

Panel 2territori e industrie creative tools per lo sviluppo

 

Le Industrie Creative e Culturali, come riportato nel manifesto 2015 di ECBN  European Creative Business Network hanno costantemente contribuito, negli ultimi anni, alla competitività dell’economia europea   più di  qualsiasi altro comparto di attività  e, pur essendo lontane dall’avere raggiunto il loro pieno potenziale, generano  € 558 miliardi di valore aggiunto (4,4% del PIL totale dell'UE) e coinvolgono 8,3 milioni lavoratori a tempo pieno (3,8% della forza lavoro totale di UE).

The European Cluster Observatory ha messo in risalto la forte relazione che intercorre tra la presenza di ICC e la prosperità regionale. I territori con maggiore concentrazione  di ICC  hanno dei livelli di prosperità e di tassi di sviluppo più elevati degli altri. Il sistema produttivo culturale e creativo si configura, secondo EBN Innovation Network, come un ecosistema complesso nel quale è presente una serie di settori produttivi, diversi tra loro, che si  caratterizzano per essere composti ognuno  da differenti  categorie di imprenditori e imprese (singoli artigiani, liberi professionisti, microimprese, grandi imprese), specifici  modelli di business e di struttura organizzativa; nonché dai  caratteri distintivi espressi dai  rispettivi territori di appartenenza. La dimensione trasversale e cross settoriale è un altro elemento che connota le ICC e che si traduce nella  capacità  di generare innovazione e valore, non solo nel proprio perimetro di riferimento, ma anche, come evidenziato da KEA (Creative SpIN - Creative Spillovers for Innovation) ,attraverso un effetto spill-over in altri settori dell’economia.

Questo  quadro di riferimento si  intreccia con le nuove politiche dell’Unione  Europea che, come evidenziato nel Rapporto Getting cultural heritage to work for Europe Report of the Horizon 2020,  dovrebbero  promuovere  con forza  l'uso innovativo del  patrimonio culturale per la crescita economica e l'occupazione, la coesione sociale e sostenibilità ambientale  e con una serie di importanti  tendenze e fenomeni, in atto, caratterizzati dall'importanza crescente assunta dalle tecnologie  digitali nella produzione e nella fruizione dei contenuti culturali  che  hanno favorito il  passaggio alla dimensione  della  Cultura 3.0  definita, dal prof. Sacco, come il modello emergente di organizzazione della produzione e della disseminazione dei contenuti culturali, che si distingue per la crescente smaterializzazione della frontiera tra chi produce cultura e chi ne fruisce. .Un percorso evolutivo  che disegna una nuova visione quella di  Performing Heritage contenente una  value proposition, in cui il patrimonio culturale va oltre la conservazione e la valorizzazione,   e diviene   un propulsore, performativo e dinamico, di sviluppo sociale ed economico. Appare chiaro che la dimensione creativa e culturale è in continuo e rapido cambiamento e che si deve confrontare  con un elevato grado di complessità e fattori di cambiamento. Diventa allora indispensabile e strategico declinare  specifiche misure e strumenti a livello europeo, nazionale e regionale a supporto della competitività  delle Industrie  Creative e Culturali le quali sono chiamate, nei prossimi anni, a rispondere a una grande sfida di innovazione che richiede, di continuo, nuova conoscenza, nuovi modelli di ibridazione settoriale, competenze trasversali e  multidisciplinari, sviluppo del digitale, capacità di networking, cultura del progetto. In questo scenario si collocano i lavori del Panel 2 di Ravello Lab nel quale, in una dimensione laboratoriale e multidisciplinare, esperti e operatori di diversi Paesi europei metteranno a confronto le proprie esperienze e lavoreranno per individuare orientamenti e percorsi  prioritari  sui quali elaborare un canvas, contenente dei tools, per indirizzare  e fornire una puntuale  cornice di riferimento  alla progettazione delle politiche di sviluppo locale a base creativa e culturale.

 
Il Metodo di Lavoro

Il generale consenso sull’utilità di Ravello Lab deriva da una chiara visione strategica delle finalità del Laboratorio e dalla partecipazione di Amministratori, Studiosi ed Operatori, italiani ed europei, chiamati a fornire un contributo di analisi e di proposte basate su esperienze concrete.  

I lavori del Laboratorio sono preparati con anticipo attraverso la produzione di un’appropriata documentazione relativa ai temi che verranno trattati durante le giornate di Ravello (background paper) e che, recapitati con anticipo ai partecipanti ai Colloqui Internazionali, costituiscono la base concettuale per l’analisi delle questioni aperte e per le proposte frutto dei lavori. Ciascuna edizione di Ravello LAB si conclude con una sintesi dei lavori (le ‘Raccomandazioni di Ravello Lab’) che, opportunamente diffuse, hanno l’ambizione di contribuire a definire una nuova agenda politica dei diversi livelli istituzionali chiamati a sviluppare innovative politiche pubbliche di sviluppo centrate sulla cultura e sulle industrie creative.  

Active reporting e digital storytellig

Attraverso l’utilizzo combinato di applicazioni digitali e social media (quali Storify,Twitter, Prezi, Murally, Facebook e Instagram), Creactivitas Creative Economy Lab procederà a realizzare un racconto e un report dinamico e interattivo, in real time, di quanto emerso nei lavori di Ravello Lab  per restituirlo e metterlo a disposizione della community di interesse.

 
Programma

I lavori si svolgeranno a partire da giovedì 22 ottobre alle ore 16.00, con il tavolo di lavoro “Patrimonio Culturale e Rischi”. L’intera giornata di Venerdì 23 ottobre sarà dedicata ai Panel 1 e 2 (in sessioni parallele). Infine sabato 24 ottobre, dopo la presentazione dei risultati delle riflessioni dei due panels, si terrà la tavola rotonda conclusiva.  

Il Partenariato

Posto sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Ravello Lab, sin dalla sua prima edizione, beneficia del patrocinio della DG Cultura della Commissione Europea, del Consiglio d’Europa, dell’Ufficio di Rappresentanza italiano del Parlamento Europeo, del Ministero degli Esteri, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e di numerose altre Istituzioni ed Associazioni.

Di particolare rilievo l’attiva collaborazione con l’Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia.

Nelle varie edizioni, Ravello LAB, fedele all’idea di costituire progressivamente un laboratorio al servizio delle politiche di sviluppo europee centrate sulla cultura e sull’economia della conoscenza, ha intrapreso un rapporto privilegiato con gli Uffici della Commissione Europea e del Parlamento Europeo ed è stato inserito nell’ambito delle iniziative sostenute dalla Presidenza di turno del Consiglio europeo (negli ultimi anni, Svezia, Belgio, Polonia, Cipro, Lituania).  

Alla luce delle criticità emerse dalla recente vicenda greca, Ravello Lab intende fornire un ausilio concreto per l’avanzamento di indicazioni e proposte in grado di contribuire al superamento della fase di crisi che l’Unione Europea attraversa puntando sul ruolo competitivo dell’economia creativa e sulla rilevanza sociale legata al processo di valorizzazione del patrimonio culturale dei territori. 

Ogni edizione di Ravello Lab usufruisce di una copertura mediatica significativa grazie all’ufficio stampa ad hoc messo a disposizione da Federculture e alla qualificata media partnership che anno dopo anno è stata messa a punto: Corriere della Sera/Corriere del Mezzogiorno, Il Giornale dell’Arte, Radio 3 RAI, Quotidiano Arte, UNISOUND, la web radio dell’Università di Salerno e ROAD TV Italia.